Intelligenza Artificiale Vs Uomo: Deepfake.

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Si torna a parlare del rapporto tra Intelligenza Artificiale e Uomo. Questa volta introducendo una nuova tecnica che sta dilagando sul web: il Deepfake.

Termine coniato nel vicino 2017, il deepfake indica una tecnica, basata sull’intelligenza artificiale, per la sintesi dell’immagine umana. In parole più semplici: con l’ausilio di sofisticate tecnologie, vengono creati dei filmati alterati, dei falsi-filmati per l’appunto. Questi video fasulli vengono generati sovrapponendo ad arte immagini della “vittima” a sequenze filmate girate a parte.

È così che le fake-news vivono una nuova e più elaborata era, quella dei fake-video. Il problema principale? Determinare se il contenuto di un media corrisponde o meno a verità.

L’invasione “del falso” online prosegue, dilaga sempre di più, ed evolve, fino quasi a spaventare. E’ sempre più difficile riconoscere il falso dal vero. Questo è ciò che sta accadendo con il deepfake: clip audio e video vengono manipolate per far pronunciare a chiunque tutto ciò che si vuole, riproducendone la voce e sincronizzando l’immagine. Spesso vengono così create bufale ad hoc – ricordiamo questo fantastico sito che ci aiuta nell’individuazione delle bufale –  a volte semplicemente umoristiche, altre meno, diventando dannose per le persone prese di mira. Tra questi, molti, sono i personaggi famosi vittime di revenge porn.

Fake a portata di tutti

Tra gli ultimi casi eclatanti di manipolazione voce/viso è il video di Matteo Renzi, diffuso da Striscia la notizia – se siete curiosi cliccate qui – caso che ci fa riflettere sulla potenza incredibile di questo strumento.

Lo stesso Renzi, dopo aver replicato in prima battuta in maniera scherzosa, ha successivamente detto:

““Effettivamente ho sottovalutato la portata potenzialmente devastante del deepfake”, specialmente, aggiungiamo noi, se a farne le spese sono uomini istituzionali.

Immagini e video fasulli esistono dalla notte dei tempi. Il vero problema risiede anche nell’orizzontalità di questa tecnica: il Deepfake è alla portata di tutti. La quantità di video generati dimostra quanto sia diventato più semplice generare video fake di qualità da parte di chiunque.

Infatti, alla velocità con la quale la tecnologia sta progredendo, si aggiunge anche la disponibilità della stessa, che ormai si adatta ad app per smartphone scaricabili dagli store.

Si cominciano così a cercare modi per porre rimedio a questo fenomeno e c’è qualcuno che cerca di difenderci.

La battaglia – anche – di Google.

Google sta prendendo in seria considerazione questo problema. Per combattere il fenomeno del deepfake ha creato e pubblicato un set di dati contenente centinaia di video. Per realizzarli sono stati ingaggiati appositamente attori consenzienti, per dimostrare la formidabile e pericolosa capacità che l’intelligenza artificiale ha di far sembrare vero ciò che in realtà è totalmente frutto di manipolazione informatica.

Con la collaborazione del team dell’Università Federico II di Napoli, che si è occupato della ricerca e catalogazione dei video, e l’Università Tecnica di Monaco per la creazione della piattaforma di catalogazione FaceForensic, Google ha creato un grande database contenente diversi filmati deepfake. Lo scopo? Allenare i meccanismi di riconoscimento e supportare gli sforzi di rilevamento.

Hanno cercato di creare un tool di sviluppo in grado di accorgersi in modo preventivo dei video manipolati. Utilizzando la stessa tecnologia con cui il falso viene creato che è possibile riconoscerne la natura e smentirlo.

Insomma, molti sono i campi tirati in ballo e mobilitati da questa “tendenza” che si è trasformata velocemente in un modo per veicolare messaggi prima ironici, poi fuorvianti, infine, a volte, dannosi.