Rome Video Game Lab: la nostra esperienza

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Arte, videogames e digitalizzazione. Tutto questo lo abbiamo visto al rome video game lab

Da sempre i videogames rappresentano un momento di aggregazione e socialità che è una parte intrinseca della nostra cultura. Per noi non sono solo il ricordo di serate trascorse con gli amici ma ne riconosciamo il potere educativo, sociale ed artistico. Per questo motivo abbiamo partecipato alla seconda edizione del Rome Video Game Lab. La mostra di tre giorni tenutasi negli studi di Cinecittà, in tema videoludico.

 

Siamo stati presente durante la giornata di apertura.

Come Gruppo K2, abbiamo partecipato all’apertura della manifestazione. Una giornata intensa, ricca di workshop, nuove idee, sfide e tanti ricordi. Nella sala dedicata al retrogaming ci siamo sfidati con le consolle che hanno fatto la storia e giochi come Super Mario, Tomb Raider e Donkey Kong. Un vero e proprio viaggio nel passato.

All’evento era presente anche Neoludica che si occupa di Game Art. Al Video Game Lab ha presentato una mostra riflessiva sull’importanza delle arti ludiche. Topic della mostra è stato “la creazione del character“. Ovvero come gli artisti creano i personaggi dei videogames, icone per intere generazioni.

Facciamo un passo indietro. Cosa è la game art?

Il ponte tra il mondo gaming e quello emotivo. È definito, da taluni, come il processo di creazione degli aspetti artistici dei videogiochi. La progettazione artistica dei videogiochi inizia nella fase di pre-produzione della creazione di un videogioco. Gli operatori dei videogiochi sono artisti visivi coinvolti fin dalla concezione del gioco e realizzano schizzi grezzi dei personaggi, delle ambientazioni etc

La game art si realizza tramite l’arte digitale. Può essere generata completamente dai computer, come per i frattali o presa da altre sorgenti, come la scansione di un’immagine disegnata con l’ausilio di un software di grafica vettoriale. Usando le versioni elettroniche dei pennelli è possibile disegnare e tracciare i tratti dei protaginsti e dell’ambiente in cui si svolge l’azione.

 

Come nasce Neoludica

É con questo termine che i rappresentanti di Neoludica hanno presentato il progetto, alla 54sima Biennale di Venezia. In questo neologismo hanno racchiuso anche le ricerche legate al videogame e alle arti contemporanee. Tale azione nasce per creare un ponte tra il mondo dello sviluppo e quello dei beni culturali.

Neoludica con la sua rete di artisti e tramite l’amplificazione degli eventi che organizza e di quelli a cui partecipa vuole far conoscere le arti digitali. L’associazione si occupa anche di formazione, sviluppo e diffusione della game culture. Focus del progetto è quello di esporre la varietà delle arti digitali per mostrare la dedizione e la creatività che si nascondono anche solo dietro un volto. Realizzare un videogioco partendo dall’ambiente per finire ai particolari del viso dei protagonisti è un lavoro di precisione e creatività. In questo caso gli sviluppatori immaginano un mondo che poi rendono “visibile” tramite codici e programmi.

La mostra di Neoludica al Rome Video Game Lab

Al Rome Video Gamel Lab Neoludica ha partecipato esponendo una serie di opere di artisti italiani. Tra questi ci sono digitalisti e game artist. Ogni opera ha un tema ed una tecnica differente. La scelta di mostrare le varie tipologie di arti ludiche permette, anche ai meno appassionati, di avere una panoramica completa di questo mondo complesso e profondo.  Grazie alla proiezione di alcuni video hanno mostrato la modellazione di oggetti e personaggi. Inizialmente sembrano dei pixel slegati l’uno dall’altro, successivamente, però, tutto si unisce dando vita alle sagome che hanno fatto la storia.

Il Roma VideoGames Lab e Neoludica ci hanno stupiti. Un evento emozionante capace di far riflettere sul mondo gaming e sulle sue tante sfaccettature.

Ringraziamo gli ideatori e curatori di Neoludica Debora Ferrari e Luca Traini che dal 2008 portano avanti, con grande dedizione, questo progetto.