La trasformazione digitale in Europa: ecco i giganti hi-tech made in UE

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11.04.2018 admin Blog

Una trasformazione digitale che decide di non fermarsi. I colossi dell’hi-tech continuano la loro crescita progressiva anche in Europa. Non solo Stati Uniti e Cina, infatti, riescono ad emergere sotto questo punto di vista. Seppur sia la nazione a stelle e strisce che quella orientale abbiano le più grandi aziende del settore, il Vecchio Continente riesce a dire la sua soprattutto nel Nord Europa.

I colossi del Nord e la Gran Bretagna

La Scandinavia come motore trainante. Questo emerge dal quadro complessivo europeo per quanto riguarda le aziende hi-tech europee. Da Spotify (Svezia) che si quota in borsa, passando per Supercell (Finlandia) comprata di recente all’80% dalla cinese Tencent fino a giganti come Nokia ed Ericsson. Un’altra regione molto importante è, senza dubbio, la Germania che annovera compagnie del calibro di Sap, Informatica, Zalando, 1&1 Internet, Siemens e varie altre.

Di un altro passo (come singolo Paese), sembra la Gran Bretagna. L’Inghilterra, infatti, ha il maggior numero di aziende hi-tech sopra il miliardo di dollari. Londra come vero e proprio centro di attrazione gravitazionale. Ci sono Asos (online retailer), Global Switch (data center), Deliveroo (cibo a domicilio) e decine e decine di altre. Infatti, di quel 29% di fondatori di aziende hi-tech in Europa che sono espatriati e si sono spostati in un altro Paese, ben il 60% ha scelto la Gran Bretagna e più specificamente Londra come luogo di residenza del loro nuovo business.

Il resto dell’Europa

Se, come detto, gli Stati Uniti sono la vera e propria patria delle aziende hi-tech e la Cina vede crescere alcune delle più grandi compagnie del settore da  Ali Baba a Baidu a Didi Chuxing. Anche il resto del Vecchio Continente non scherza nella trasformazione digitale. Si va dal colosso francese Dassault System, all’italiania (a metà con la Francia) STMicroelectronics fino a nomi storici degli accessori hi-tech, come la svizzera Logitech.E non si fermano qui: Dalla francese Bla Bla Car alla tedesca Trivago, dalla olandese Tadyen alle europee (anzi, scandinave) Skype, Rovio, Mojang, per passare a Criteo e Vente-privee (Francia), Avito, Evolution Gaming, King e Klarna (Svezia), Auto1 Group, Delivery Hero, Hello Fresh, Rocket Internet e Xing (Germania) fino alle britanniche Asos, Boohoo, Skyscanner, JustEat e Shazam (comprata da Apple).

Il processo di trasformazione digitale, non si ferma qui. L’UE,sta spingendo tanto su queste politiche con la Germania e l’Italia in prima linea, a giocare un ruolo fondamentale. La Brexit rischia di complicare tutto, perché potrebbe vedere l’uscita dall’orizzonte dell’Unione di migliaia di piccole startup. Quante avranno la forza di ritornare nell’Europa continentale o, almeno, spostarsi nella vicina Repubblica irlandese? Restare in Gran Bretagna però vuol dire di fatto mettersi fuori dall’Europa, con tutte le conseguenze che ne seguiranno.