Weart, l’anello che permette di digitalizzare il tatto

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“La comunicazione elettrica non sarà mai un sostituto del viso di qualcuno che con la propria anima incoraggia un’altra persona ad essere coraggiosa e onesta.”

Questo sosteneva Charles Dickens nel lontano ‘800, ma oggi Domenico Prattichizzo, professore di Robotica presso l’Università di Siena, ci dice che forse non è proprio così.

Prattichizzo è l’ideatore di “Weart – Wearable robotic technology”, uno degli innovativi progetti presentati alla prima Conferenza italiana di robotica e macchine intelligenti alla Maker Faire 2019 di Roma. La Maker Faire è la fiera-laboratorio di risonanza mondiale che accoglie tutto ciò che è invenzione ed innovazione negli ambiti più variegati.

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L’anello che riproduce il senso del tatto. Fonte: Weart

Parliamo di tecnologia robotica indossabile, nello specifico di un anello che, tramite il tatto, mette in relazione persone a distanza. Sembra pura fantascienza, invece è una nuova realtà.

“Siamo abituati a tecnologie che permettono di aumentare il senso della vista o dell’udito, ma il tatto resta il senso più esteso del corpo, e quello che ci permette di entrare in contatto con gli altri”

Queste le parole del creatore durante un’intervista. E ciò che Weart riesce a registrare e riprodurre è proprio la ruvidezza, la temperatura e la pressione.

Ma come è possibile tutto questo?

Weart con l’ausilio di musica, immagini o realtà aumentata, può essere utilizzato per registrare e riprodurre sensazioni tattili. Grazie a questo device i contenuti multimediali verranno arricchiti di una nuova traccia: alle ormai solite audio e video, per amplificare le percezioni sensoriali, verrà aggiunta la traccia tattile.

Guido Gioioso, co-fondatore della start up, lo spiega così:

“I dispositivi che stiamo sviluppando possono essere visti come l’equivalente di microfoni e speaker per il senso del tatto. Da un lato permetteranno di registrare le interazioni tattili di un utente mentre esplora o afferra oggetti che lo circondano, in termini di forze, vibrazioni e cambiamenti di temperatura. Dall’altro potranno riprodurre queste sensazioni realizzando per il senso del tatto quel processo di digitalizzazione che è già avvenuto per la vista e l’udito”.

Possibili applicazioni

I settori nei quali è previsto l’utilizzo di questo dispositivo sono svariati:

  • social media,
  • comunicazione,
  • intrattenimento,
  • medicina,
  • giochi,
  • VR/AR,
  • e-commerce.

Riunire persone a distanza e avere la possibilità di sfiorale per percepirne la temperatura o le pulsazioni sono solo alcune delle applicazioni di questa tecnologia. Weart, infatti, permette, tramite dei “braccialetti speciali”, di guidare da remoto una persona non vedente, senza bisogno di un accompagnatore in carne ed ossa.

I passi avanti della tecnologia sono sempre più sbalorditivi, non ci resta che continuare a monitorare, con sempre maggiore stupore, questo fertile scenario di coevoluzione uomo-macchina ed assimilare l’idea che ormai anche il tatto è stato digitalizzato.

 

Link Utili

  • Official Weart website: http://weart.it/
  • Università di Siena: https://www.unisi.it/
  • Maker Faire 2019: https://2019.makerfairerome.eu/it/